"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

mercoledì 23 marzo 2011

I ritorni

Sono tornata in città da un paio di giorni, dopo le solite innumerevoli ore di viaggio.
Il mio compagno di avventura questa volta è stato un ragazzo di qualche anno più grande di me, anche lui studente. Un tipo strano, dal nome strano, poco svelto nei ragionamenti, ma veramente molto gentile.
La classica persona che ti fa mille domande sul perché hai scelto quella città per studiare, perché hai scelto proprio quella facoltà. E poi, naturalmente lui, il classico domandone: -Allora vuoi diventare avvocato?-.
L’ennesimo luogo comune.

Sono tornata a casa in una giornata grigia e silenziosa: poca gente per strada, molta quiete nel palazzo. All’uscita della stazione ho trovato una macchina dello stesso modello e colore di quella di mio padre, con un uomo che somigliava a lui. Per un attimo, complice lo stordimento da viaggio, ho pensato fosse lui, ma poi sono tornata in terra e il tipo in macchina ovviamente non era padre.

Mi ci sono voluti quasi due giorni per riabituarmi alla mia vita qui, i “giorni cuscinetto”. Mi servono sempre, ad ogni spostamento. Lunedì invece mi sono svegliata con un herpes sul labbro superiore. Capita spesso. In farmacia mi hanno dato la solita pomata, dopo un tentativo fallito di rifilarmi quei cerottini poco efficaci.

Sono andata all’università, a seguire la mia lezione della giornata, a rivedere i miei amici. Mi sono fatta spazio tra la folla: laureati freschi, corone in testa con il nastro blu, amici e parenti chiassosi, professori in toga, fiori ovunque. E lì, davanti a tutta quella festa, diventa inevitabile sognare quando quel momento sarà anche il mio …

Oggi c’è il sole, l’aria è tiepida.

Non riesco più ad accendere una tv, a seguire un telegiornale come facevo prima, a cercare notizie su internet. Mi viene l’ansia.
È proprio necessario ricorrere a questi mezzi per risolvere un problema? Non bastava la forza violenta della natura a mettere in ginocchio una parte di questo mondo?

8 commenti:

  1. anche io quando giro per l' università e vedo la gente che si laurea e che fa festa vengo assalita da quei pensieri... ma quand'è che finalmente capiterà anche a me??? :P anche se è ancora un po' prestino direi per parlarne visto che sono solo a metà del secondo anno... però sognare non costa niente! :P e come te ho quest' ansia che mi pervade quando accendo la tv... guardare il telegiornale in questi giorni è terribile..

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  2. Lasciamo perdere va.... ogni volta che guardo un telegiornale sono pervaso da un senso di nausea come pochi pari. E lasciamo perdere anche il discorso dei laureati... che io sono ancora qua a studiare :-)

    E.

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  3. Bella la domanda "allora vuoi diventare un avvocato"...direi un classico che si contende lo scettro con la tipica inquisizione degli incontri coi parenti "ma allora ce l'hai il ragazzo?"...

    Non sai quante volte guardando i neo laureati ho immaginato il mio momento di gloria,ma quando è stato il mio turno mi sono sentita normale,come se si trattasse solo dell'ennesimo esame...insomma un po' una delusione...o forse avevo caricato la cosa con troppe aspettative ;D

    Un abbraccio

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  4. la TV lasciala spenta! XD

    Però cerca di tenere a bada l'ansia: il nostro brutto mondo bisogna pur affrontarlo, facciamolo al meglio sennò lui ci mangia e ci schiaccia :O

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  5. Goditi l'aria fresca e il sole. L'ansia bisognerebbe lasciarla fuori dalla vita. L'herpes, mio compagno di vita e segnalatore d'ansia. Bisogna reagire. ciao cara

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  6. @Giulia G: Caspita! Pensavo fossi più grande! :-)

    @Emanuele: Eh, anche io... Ancora (almeno) altri due anni.....

    @EvaQ: Ecco, mi è stata fatta anche questa domanda, da una mia parente, all'improvviso, mentre caricavo una cassa d'acqua in macchina......

    @Carlo DP e Tiziana: Di solito sono abbastanza calma, tengo i nervi e la tensione a bada. Certe volte però mi sorprendo di me stessa: l'ansia mi frena, improvvisamente.
    Ma poi passa! :-) Spero sia così anche in questo caso!

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  7. Quelli che ti chiedono "allora vuoi diventare avvocato?" dimostrano almeno di sapere in che campo studi. Penso sia peggio sentirsi domandare: "E cosa diventerai?".
    Ciao, piacere di averti "scovata". Sono approdato qui dal blog di un'amica.
    E' così tranquillo. :-)
    Primavera + lauree in facoltà non è mai un'accoppiata vincente. Arriverà presto anche il nostro momento, dai. Ahah.

    Passa pure dal mio se vuoi. Saluti,
    Filippo!

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  8. Ciao Filippo, benvenuto!
    Sì, il tipo almeno, per quanto strano, ha capito cosa studiavo e mi ha fatto la classica domanda.
    Almeno mi ascoltava quando parlavo... :-)

    Arriverà anche il nostro momento, vero. Ancora altri due anni! :-)

    A presto e grazie

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