"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

martedì 20 luglio 2010

Dulce de leche

Qualche anno fa, i miei parenti argentini mi portarono come souvenir un barattolo di vetro colorato con dentro una strana crema sul marroncino chiaro. Ricordo che lo misi in uno scaffale e lo lasciai lì.
Qualche settimana dopo, lo ritrovai e allora decisi di aprirlo e assaggiarne il contenuto.

Quando devo provare qualche cibo nuovo, prima di metterlo in bocca, inizio, sospettosa,ad odorarlo come un cane da tartufo (vi lascio immaginare come ho analizzato il kebab quando l’ho provato la prima volta …). L’odore di quella crema era abbastanza gradevole, sapeva di dolce. Allora inforcai un cucchiaino e lo assaggiai.
In un baleno le mie papille gustative fecero la ola, iniziarono a ballare il can can e suonarono le campane a festa. Quella crema era semplicemente deliziosa: morbida, dolce, il suo sapore rimanda ad un incrocio tra il caramello e il mou. Qualcosa di veramente divino. Sparsa la notizia nella mia famiglia di tale bontà, il barattolo finii in pochi giorni.
Il nome di questo celestiale alimento? Dulce de leche, che in spagnolo vuol dire “Dolce di latte” (e dire che a me il latte non piace …!).
È un po’ come la nostra nutella: in Argentina si usa spalmarla sul pane o come farcitura di dolci e biscotti. Oppure suppongo anche come antidepressivo.

Quel sapore mi è proprio rimasto in testa. L’anno scorso ne parlai ad una mia amica peruviana, anche lei conosceva il dulce de leche, anzi era l’unica persona di mia conoscenza a sapere della sua esistenza. Giorni dopo me ne portò una bustina. Inutile dire che la reazione delle mie papille gustative fu la stessa.

Non essendoci in commercio in Italia (o per lo meno io non l’ho mai trovato!), io e mia sorella recentemente abbiamo provato a cercare la ricetta su internet. Dopo mille ricerche, abbiamo provato a fare la ricetta che ci sembrava più adatta, pensando comunque che non sarebbe mai venuto un dulce de leche come quello provato prima.

Dopo un’ora scarsa di cottura, la prova della marmellata sul piatto, la fase raffreddamento e quella “provo io o provi tu?”, lo abbiamo assaggiato riscoprendo (con grande meraviglia della sottoscritta ormai rassegnata) il vero sapore di questa crema. Riesce proprio come il dulce de leche industriale, forse anche più buono e genuino considerando che non ci sono conservanti.

Anche sul dulce de leche c’è una leggenda: si narra che una serva si addormentò lasciando sul fuoco una pentola con latte e zucchero. Al risveglio notò che quegli ingredienti avevano creato una densa crema, appunto il dulce de leche.

Ora, dal momento che sono altruista, vi lascio la semplicissima ricetta e una foto del nostro dulce. Fatelo, non ve ne pentirete (anche se non è proprio un alimento estivo!).
Attenti però agli effetti collaterali: potrebbe diventare una droga!


10 commenti:

  1. Ma cosa leggono i miei cari occhi...sai che una mia cara amica è in Argentina per lavoro per un mese e tra un paio di settimane torna in Ialia??? Mi hai talmente struzzicato la curiosità e l'appetito che non posso non chiederele di portarmi un pò di questo leggiadro dolcino. Grazie mille Cara!

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  2. Mmmhh.. io lo conosco molto bene ed è davvero delizioso!! me ne hai fatto venir voglia!

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  3. ti sbagli... E' UNA DROGA!!!!!!

    ne ho riportati 5 kg dall'argentina e mi sono durati una settimana, come la chiameresti?

    che paese meraviglioso...

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  4. anche io la conosco, ma non l'ho mai fatta. Proverò proverò!!!

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  5. è il post più commovente della giornata.... a me solo sentire quel nome... scendono giù le lacrime

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  6. Oh che bello! Allora è abbastanza conosciuto anche in Italia! I miei amici non sanno della sue esistenza... Cosa si perdono!

    Martina allora attene portare un paio di chili! Non te ne pentirai! :)
    I vari commenti poi ti daranno qualche ragione in più! :))
    Facci sapere!

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  7. Come posso non lasciare un commento a questo post....come faccio a non conoscere il dulce de leche visto che mio marito è argentino??!!!!!!!
    Si, è argentino, ed ogni volta che torniamo da Buenos Aires ne porto sempre dietro una gran quantità per tutta la famiglia e gli amici!!
    Qui in Italia non è molto conosciuto ma se vai all'Esselunga puoi trovarne uno che si chiama MOUCCARELLA (secondo me, visto che ho l'opportunità di assaggiare quello vero, questo è una sottospecie di dulce de leche) ed in un negozio di vini e cioccolate ho trovato pure quello de La Paila.
    Comunque non sai cos'è anche il gelato al dulce de leche...ma non quell'altra sottospecie di prodotto che commercializza in italia la Cart d'or (credo), quello non ha niente a che vedere col vero gelato al dulce de leche.....Comunque un viaggio in Argentina lo consiglio a tutti, non solo perchè è la patria del mio bel maritino ma anche perchè lo merita veramente, è un Paese stupendo sotto tutti i punti di vista.
    A presto
    Lety

    PS: pensa che un amico di mio marito è invece fanatico della Nutella che là per ovvi motivi costa tantissimo allora quando andiamo a Buenos Aires facciamo il contrario...a lui portiamo la nutella!!!!!

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  8. ok, obiettivo di oggi...dulce de leche!

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  9. @Letizia: WOW!!! Marito argentino e dulce de leche a chili! Caspita io non so dove sia l'esselunga dalle mie parti! Devo cercare su internet i vari punti vendita!
    ...e il gelato al dulce de leche?! Sapevo solo dei cornetti algida! Gnam gnam... un gelato al dulce de leche non mi dispiacerebbe al momento!
    Ahah comunque ottimo scambio culturale Nutella-Dulce de leche! :D

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