"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

lunedì 10 maggio 2010

Saviano

Oggi ho letto su Repubblica un articolo che mi ha lasciato senza parole. Al telegiornale di ieri, Emilio Fede ha detto che “Non se ne può più di Saviano” che non è stato lui a scoprire la camorra e neanche a denunciarla per primo.

Nell’articolo si legge: “Fede continua dicendo che Saviano "ha scritto dei libri contro la camorra, ma lo ha fatto tanta altra gente, senza fare clamore, senza andare sulle prime pagine, senza rompere... scusate, volevo dire senza disturbare la riflessione della gente che ha capito bene. Un paese come il nostro è contro la malavita organizzata".

Personalmente ho un debole per Saviano: sto molto attenta a quello che dice, lo seguo in tv, leggo i suoi articoli e ho letto Gomorra (ma prossimamente spero di leggere anche gli altri due libri). Non so come sia possibile dire queste cose su lui (indipendentemente dai vari discorsi politici che girano intorno al problema).

Certamente Saviano non ha scoperto l’acqua calda (sappiamo tutti dell’esistenza della camorra), non ha salvato nessuno. Ha semplicemente detto, denunciato, riportato in un libro quello che succede nella sua terra. Ho scritto “semplicemente”, anche se quello che lui ha detto non è poi così semplice da dire. Parlare contro determinate persone o semplicemente parlare, in quei territori, può costarti la vita.
Ho sentito che in molti gli rinfacciano di aver buttato fango sulla sua terra. Ma io credo che per denunciarne i problemi (in modo costruttivo e non per buttare parole al vento!). Lui, la sua terra, la deve amare proprio tanto.

C’è anche chi dice che ha scritto quel libro solo per arricchirsi, ma io non credo proprio. Avrebbe potuto scrivere una storiella d’amore su quattordicenni in crisi adolescenziale, se proprio il suo scopo era quello di guadagnare, così avrebbe evitato di metter su tutto questo casino nella sua vita, di vivere sotto scorta, di non potere essere libero di prendere un gelato in centro …
Se fossero tutti come lui, allora sì che si potrebbe fare qualcosa di concreto per liberare queste regioni dai grossi problemi che si ritrovano.
Se è proprio il silenzio il male peggiore, allora perché Saviano dovrebbe tacere? Ma ce ne fossero di persone come lui …

Poi la cosa che mette ancora più tristezza è il fatto che Emilio Fede abbia detto quelle cose proprio il 9 maggio, a trentadue anni dalla morte di Peppino Impastato, altra vittima della mafia. Vittima perché ha osato parlare, perché si è ribellato al silenzio. Per anni l’unica giustificazione alla sua morte è stata il suicidio, solo recentemente è stata riaperta l’inchiesta che ha portato poi ad accertare veramente le cause della sua morte e a punire i colpevoli.

Parlare "male" di personaggi del genere o, peggio ancora, fare finta di niente, per me, è come dare uno schiaffo a chi ha sacrificato la propria vita o la propria libertà per non fare come tutti gli altri, come tutti quelli che hanno fatto del “non vedo, non sento, non parlo” la loro filosofia di vita principale.

Per leggere l'articolo:
http://www.repubblica.it/politica/2010/05/10/news/emilio_fede_saviano-3956164/

Nessun commento:

Posta un commento